Studio senza tatto, tento di paragone
anche con un patto mi tornano le pare,
in questa situazione non voglio lavorare
mi sembra di sprofondare in questo sette e trenta a spirale
Non dovrei lamentarmi, è una benedizione,
ma la pulce nell’orecchio inizia questa orazione
“Non dovresti, non dovresti faticare
potresti scrivere e ridere, compare,
lo vedi anche tu che sogni e pensi a poetare,
ancora che fingi di essere normale.
Ma con onestà, vuoi solo parità,
guadagnare raccogliendo la merda dei cá,
stare a casa fumare un’altra cá,
cercare di sopravvivere prima dell’aldilà”
È tutto vero, tutto vero e pure finto,
devo aspettare che invecchia sto dipinto
Il mio Capo, contrito, rutta, chiede scusa,
ma il mio tempo non è ancora finito.
Senza pausa, senza tregue,
avrei fatto prima a vendere un rene,
al posto di lamentarmi, di scrivere ‘ste pene,
viziata, incosciente, mai presa bene.
Non so, non so l’altra cosa pensa,
certo, sicuro che sono monnezza,
e va bene, è vero che mi sento una pezza,
ma vediamo cosa mi dice la coscienza
“Ti sembra tutto difficile,
e sbagli ancora, sei incorreggibile.
Pensavi di volare ma c’è un limite:
sei una scimmia senza pollice opponibile”
Ehi ehi, che mood depresso,
ma i sogni svaniscono presto
tutta la vita a sperare e ora ho smesso,
la realtà sembra sempre un quadro a rovescio.
La testa brucia
resto sola metto la tutta
nuda e spoglia tra i barracuda
Oggi finisce che vi uso
che mi trucco mentre chiedo aiuto
che dipingo il mondo tutto brutto
che grido, vi uso, palleggio
me ne sbatto se questo è un pareggio.
Mi allontano senza testo,
una cogliona fuori contesto
mi sento sola, ma forse è una mia para non ci riesco
fuori il cielo è mesto.
Dentro il teschio un cervello marcio
e poi chiediti perché non mi piaccio,
perché rimango sola e non mi taccio
e se mi deludi me ne vanto,
posso lasciarmi andare a questo pianto.
E sperare di essere importante
nella mente della gente,
che mi guarda ma di me non sa niente.
E mi chiedo che importanza abbia
se mi sento ancora in gabbia
nel telefono ho una tacca
scompaio, senza lasciare traccia
cerco un volto senza faccia.
